Tribeart

META‘ DELLA VITA – HALFTE DES LEBENS

tribenet.it

Palermo – Zelle Arte Contemporanea
dal 29-01-2010 al 27-02-2010

Zelle Arte Contemporanea di Palermo, ospita fino al 27 febbraio, le opere di Antonella Anselmo e Wolfgang Pavlik. Si tratta di una doppia personale che vede la luce grazie alla collaborazione con Art United, spazio espositivo attivo da diversi anni a Vienna.

I piccoli libri di Antonella Anselmo ci danno la rara possibilità di interagire con l’opera d’arte: possiamo prender in mano questi album di carta ecologica, che raccolgono brani di vita, di ricostruzione del tempo e delle emozioni, dei giorni e delle notti. E come in un rito collettivo tutti i presenti si sentono invitati a scoprire le immagini disegnate e quelle che compongono i collage per provare a intuire i perché di quelle selezioni o il legame con il tempo della composizione, rivelato solo sfogliando l’ultima pagina. Il rito si chiude posando il tesoretto che viene collocato nuovamente accanto agli altri, ma in un nuovo punto del piano su cui era riposto: punto singolo e irripetibile, che viene mosso nello spazio, da mani sempre diverse per trovare sempre nuova collocazione.
Le opere di Wolfgang Pavlik a una prima lettura visiva sembrano non dire molto. Lasciano quasi delusi, a confronto della immediatezza del linguaggio della Anselmo, che coinvolge la vista con le immagini, il tatto mentre sfogliamo le pagine e l’udito quando la pagine si separano dalla seguente per appoggiarsi alla precedente, le une sulle altre. Le immagini del video e dei quadri di Wolfgang Pavlik arrivano più lentamente, quando pensi che sia finito, nel momento in cui credi che non ci sia nulla. In quel momento ti accorgi che non potendo vedere oltre il pannello monocromatico, stai giocando e pensando: stai lavorando al servizio dell’autore senza che lui te lo abbia chiesto direttamente. E sei anche tu parte di quel dialogo da cui ti sentivi escluso. Cosa succede? Chi c’è dietro il pannello? Mi guarda? Mi cerca come io cerco lui?
Guardare per scoprire di non poter vedere e restare a immaginare, per dare vita a quei pensieri che si celano al mondo, ma non ai diari personali. Il dialogo tra le opere esposte è un dolce affresco di vita di coppia, in cui da una parte si esalta l’importanza della narrazione del proprio vissuto, delle cose dette o fatte o dall’altro lato si lascia al compagno o alla compagna la possibilità di immaginare, per stuzzicare la curiosità e non lasciare che tutto sia detto o visto e conservare lo spazio del nuovo per alimentare la fiamma del focolare domestico, affinché sia sempre viva la passione per la vita.

Articolo pubblicato sul numero #69 di TRIBE ART.

Andrea Lombardo
(Inserito il 08-02-2010)